Le pietre raccontano. Il restauro del Santuario di Roio

Sabato 24 ottobre 2026, alle ore 17.00, nell’aula magna dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila, si terrà il settimo incontro del ciclo «Le pietre raccontano», promosso nell’ambito delle iniziative diocesane per «L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026». Al centro della conferenza ci sarà il restauro del Santuario di Santa Maria della Croce di Roio Poggio, riaperto al culto il 7 febbraio scorso, dopo quasi diciassette anni di chiusura conseguenti ai gravi danni arrecati alla chiesa dal sisma del 6 aprile 2009.

Interverranno l’arch. Augusto Ciciotti, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e di Teramo e responsabile unico del procedimento per la fase di completamento dei lavori, e il dott. Antonio Mignemi, restauratore che ha direttamente operato sui preziosi apparati decorativi dell’edificio sacro. Il Santuario, infatti, conserva un ricco patrimonio di marmi policromi, stucchi, opere lignee e dipinti murali, fra i quali spiccano gli affreschi seicenteschi di Giacomo Farelli.

Il terremoto del 2009 aveva gravemente compromesso la fabbrica, provocando lesioni diffuse, il distacco della facciata dal corpo dell’edificio e danni alle volte e alle decorazioni. Il recupero ha richiesto un intervento vasto e articolato: una prima fase, avviata nel 2014 e sostenuta dalla Regione Liguria con 1,5 milioni di euro, ha riguardato il consolidamento di facciata, aula e campanile, con opere di rinforzo delle murature, delle volte e delle coperture. Una seconda fase, finanziata con un milione di euro, ha invece interessato il completamento del restauro degli apparati decorativi interni.
Le relazioni in programma il 24 ottobre consentiranno di ripercorrere le vicende del cantiere e di illustrare le scelte tecniche e conservative che hanno reso possibile la restituzione del monumento alla comunità.

Il Santuario è legato a una delle devozioni mariane più radicate del territorio aquilano, alimentata nei secoli dal racconto di apparizioni e prodigi che ne fecero una frequentata meta di pellegrinaggio. Un ruolo fondamentale nella promozione del culto della Madonna di Roio fu svolto dall’Arcivescovo Carlo Confalonieri, poi divenuto Cardinale, che, durante la Seconda guerra mondiale, pronunciò un triplice voto alla Vergine. Il 15 ottobre 1944, in Piazza Duomo a L’Aquila, in ringraziamento per lo scampato pericolo, egli incoronò solennemente la statua della Madonna con Bambino con le corone d’oro offerte dalla popolazione aquilana e benedette da papa Pio XII. Il valore cultuale dell’edificio sacro è testimoniato anche dalla storica visita di Giovanni Paolo II, il 30 agosto 1980. La riapertura del Santuario, dunque, ha segnato per Roio e per l’intera Arcidiocesi il recupero di un luogo profondamente identitario.

L’incontro, moderato dal prof. Gianluigi Simone, docente stabile di Storia dell’arte presso l’ISSR, sarà aperto dai saluti di Sua Eccellenza Mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila.
L’evento si inserisce all’interno del ciclo di conferenze denominato «Le pietre raccontano», dedicato alle chiese aquilane riconsegnate alla cittadinanza dopo i restauri post-sisma, e concepito come occasione di dialogo tra storia, arte, tutela, e memoria collettiva.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.