Ritrovamenti a S. Eusanio

SANT’EUSANIO. La notte del sei aprile 2009, il rosone al centro della facciata principale della chiesa di Sant’Eusanio Forconese si è distaccato dalla parete, precipitando sull’organo storico conservato all’interno della basilica. E’ così che il terremoto ha portato via, forse per sempre, due dei capolavori dell’arte abruzzese. La chiesa però, nonostante i gravi danni subìti, potrà essere restaurata. Il primo passo verso la riapertura della basilica sta per essere fatto: il 25 marzo terminerà la messa in sicurezza dell’edificio. L’intervento costato 260mila euro è stato realizzato dalla struttura del vice commissario delegato della Protezione civile per la tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti. I lavori, iniziati lo scorso anno, sono propedeutici al restauro vero e proprio della chiesa che comincerà probabilmente per fine anno e sarà finanziato con i fondi dell’otto per mille alla Chiesa cattolica per un importo complessivo di circa 2milioni 456mila euro. I danni subìti da una delle basiliche di maggior valore storico del territorio colpito dal terremoto sono molto gravi: dal crollo delle absidi, a quello del rosone. La facciata della chiesa, infatti, ha subito notevoli lesioni, come anche le murature interne e le volte. «Fortunatamente la maggior parte delle opere conservate all’interno della basilica sono state recuperate» spiega il sindaco di Sant’Eusanio, Giovanni Berardinangelo «sarà difficile salvare, però, l’organo storico che era nella chiesa anche se abbiamo conservato tutti i frammenti dell’organo e cercheremo di rimetterli insieme per ricostruirlo».
 La messa in sicurezza, durata più di un anno, è cominciata con lo sgombero della chiesa dalle macerie. Tutte le pietre recuperate sono state catalogate all’esterno della basilica. E’ stata realizzata, inoltre, una copertura provvisoria. In un secondo momento si è passato al consolidamento delle mura interne. «Ci siamo concentrati in particolar modo sulla parte absidale e sulla facciata» spiega Corrado Marsili, responsabile del procedimento e direttore dei lavori della chiesa «tutto è stato puntellato col sistema giunti-tubo e sono stati montati dei pannelli per sostituire le pareti sfondate. La speranza è che nei prossimi anni i battenti della basilica potranno tornare ad aprirsi». La chiesa di Sant’Eusanio (dell’VIII secolo, poi ricostruita nel XII) nel tempo ha subito molti rimaneggiamenti. Le forme visibili prima del terremoto erano seicentesche. La facciata rettangolare tripartita da pilastri e coronata da una cornice orizzontale è stata realizzata nel 1463 e vi sono murate iscrizioni romane. Il portale, di impianto rinascimentale, recupera elementi romanici. Notevole anche la cripta a sette navate con tre absidi.
 
Michela Corridore Il Centro